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07.06.2015
Igiene

Durante il lavoro quotidiano, la tentazione di ordinare materiale di consumo,

disinfettanti e prodotti monouso in grandi quantità è forte. Nelle singole sale operative, il più delle volte si ha bisogno solo di piccole quantità dei vari prodotti. Questo richiede il travaso in contenitori più piccoli. Ed è qui che, in molti casi, vengono commessi gli errori più frequenti. Esempi tipici sono barattoli e flaconi non etichettati, nei quali i collaboratori dello studio non sanno più cosa sia contenuto; fluidi versati in bottiglie di bibite; punte di guttaperca o di carta di vari formati ricaricate nei contenitori senza annotare una data di scadenza. Assolutamente vietato è aggiungere dell'alginato in contenitori non ancora completamente svuotati o addirittura non puliti. Questo potrebbe comportare dei problemi nel caso di un'ispezione dello studio odontoiatrico. Ma a tali fonti di errore si può porre rimedio facilmente. In linea generale, nulla impedisce di travasare il disinfettante da contenitori grandi in flaconi piccoli, purché vengano rispettate alcune regole. Innanzitutto, in fase di travaso del disinfettante, occorre indossare l'equipaggiamento di protezione. Importante è, inoltre, utilizzare un contenitore idoneo. Soprattutto nel caso di prodotti chimici, come i disinfettanti, si consiglia l'utilizzo di contenitori proposti dal produttore. I recipienti per prodotti alimentari o le bottiglie per bevande non costituiscono un'opzione.

Da non dimenticare, anche, di etichettare il contenitore correttamente, annotando:

  • il nome del preparato
  • la data del riempimento
  • il nome del collaboratore responsabile del riempimento
  • Il numero di lotto (LOT)
  • la data di scadenza

A tale proposito, esistono delle etichette idonee, prestampate, che si sostituiscono facilmente, semplificando il lavoro. Alcuni produttori di disinfettanti (per esempio DÜRR DENTAL) forniscono queste etichette direttamente insieme agli ordini. Critico è anche il riempimento di materiale in siringhe monouso non etichettate, come ad esempio quelle destinate al lavaggio dei canali radicolari, e quindi a un utilizzo a breve termine, che vengono stoccate nel frigorifero. Se esse non vengono utilizzate, dopo qualche giorno nessuno sa più cosa contengano.
Coloro che utilizzano contenitori idonei, fanno attenzione a un'etichettatura corretta e, preferibilmente, a una documentazione supplementare nel Sistema Qualità. Chi desidera andare un passo oltre, fa una verifica a magazzino o nella cantina dello studio. Questi sono i luoghi preferiti per i contenitori di raccolta dei rifiuti non etichettati. Qui vengono stoccati residui di amalgama, soluzioni di sviluppo radiografico, radiografie e film ai fosfori o resti di medicamenti. Sono tutti rifiuti speciali che vengono trattati in base al principio "lontano dagli occhi, lontano dal cuore" e che rimangono purtroppo spesso, l'esperienza lo dimostra, stoccati in cantina. Spesso, in caso di trasloco dello studio o al cambio di proprietario, ci si trova di fronte all'enigma dei contenitori di rifiuti speciali non etichettati.

Pubblicato da: rf

In molti studi, il travaso di materiali e disinfettanti da recipienti grandi a recipienti piccoli è pratica corrente. Per un'etichettatura corretta si raccomandano etichette prestampate (a sinistra).

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