The best for you - worldwide!
12.07.2015
Igiene

Numerosi pazienti utilizzano le proprie ferie per recarsi nei Paesi esotici.

I meno fortunati, non tornano a casa solo con i souvenir, ma anche con una spiacevole malattia infettiva. Questo pone a rischio anche i collaboratori dello studio di contrarre infezioni quando trattano i pazienti. Soprattutto per l'epatite C e la tubercolosi, non esiste attualmente una profilassi vaccinica. Inoltre, in Germania, le statistiche dimostrano che i nuovi casi di infezione da epatite C sono in leggero aumento. Motivo sufficiente per adottare una serie di misure cautelative.

Da considerare anche che, in fase di ispezione dello studio dentistico, vengono costantemente richieste procedure speciali di trattamento per i pazienti infetti. Anche solo per questo, vale la pena di reagire, visto che il costo per la realizzazione di una procedura è relativamente basso.

In linea generale, si consiglia di aggiornare l'anamnesi dei pazienti almeno una volta all'anno e, negli studi con attività chirurgica, due volte all'anno. La scheda di pazienti infetti può essere, ad esempio, marcata con un codice colore. Anche il software attuale per i pazienti offre opzioni per la visualizzazione.

Il rischio principale di contagio da pazienti infetti deriva dalle mani e dagli aerosol. La nube di aerosol si trova a una distanza di massimo due metri intorno alla bocca del paziente e i batteri e i virus ivi contenuti possono essere riscontrati nell'area della sala operativa per i 15 minuti successivi. Per questo motivo, durante il trattamento, occorre prestare attenzione a una buona tecnica di aspirazione e all'utilizzo di cannule grosse che abbiano un'elevata potenza di aspirazione. In nessun caso il trattamento deve essere effettuato da una persona sola, nemmeno per la profilassi. Si raccomanda di lavorare con un'assistente che sia pratica della tecnica di aspirazione.

Prima del trattamento, si consiglia l'utilizzo di un antisettico orale, per esempio OD 600 di Dürr Dental, per ridurre la flora microbica della saliva. Questo consente di ridurre anche la concentrazione di agenti patogeni nell'aerosol.

Per il trattamento di pazienti infetti, si raccomanda l'uso di equipaggiamento di protezione, da sterilizzare dopo il trattamento, come guanti sterili e abbigliamento lungo di protezione, oppure l'impiego di abbigliamento monouso. La maschera bucco-nasale (classe di protezione FFP2) andrebbe, in linea di principio, cambiata per i pazienti infetti. Si consiglia anche di indossare una cuffia, gli occhiali di protezione con protezioni laterali oppure una visiera (per chi porta gli occhiali, esistono nel frattempo anche soluzioni eleganti).

A livello organizzativo, occorrerebbe prestare attenzione affinché le superfici della sala operativa siano sgombre e i carrelli siano stati portati fuori dalla stanza. Al termine del trattamento del paziente infetto, si raccomanda di eseguire una disinfezione di tutte le superfici, pavimento incluso.

Questo gruppo di pazienti potrebbe, inoltre, essere sottoposto al trattamento in determinati momenti della giornata, ad esempio a fine orario. In tal modo, gli si eviterebbe lo stress legato a una sala d'attesa piena. Nel caso in cui questo non fosse possibile, si consiglia di arieggiare bene i locali alla fine del trattamento, attendendo un po' prima di procedere al trattamento del paziente successivo.

Naturalmente, si potrebbe argomentare, che tali misure igieniche andrebbero prese per tutti i pazienti. Vi possono essere, infatti, dei pazienti portatori di infezioni a loro insaputa. Pertanto, è opportuno essere sempre preparati adeguatamente.

Che siano pazienti a rischio o meno, vale per tutti il seguente motto: rischio identificato - rischio scongiurato.

Pubblicato da: rf
OD 600

to top